Di seguito il documento approvato nel collegio docenti del 29 giugno e inviato alle istituzioni scolastiche e civili regionali:
sulla revisione dell’assetto ordinamentale degli Istituti Tecnici
Il Collegio dei Docenti dell’Istituto “Edmondo De Amicis”, riunito in data odierna, in riferimento alla revisione dell’assetto ordinamentale degli Istituti Tecnici (D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026),
prende atto che
● In data 9 marzo 2026 è stato pubblicato il D.M. n. 29 del 19 febbraio 2026 che attua gli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 144/2022 e ridefinisce indirizzi, articolazioni, quadri orari e risultati di apprendimento dei percorsi di studio;
● Il decreto prevede l’entrata in vigore delle nuove disposizioni a partire dall’anno scolastico 2026/2027, senza alcuna fase transitoria, modificando sostanzialmente l’offerta formativa presentata alle famiglie durante l’orientamento;
● Una trasformazione così rilevante è stata definita senza un confronto reale con le istituzioni scolastiche e i/le docenti, che sono stati/e esclusi/e dal processo di elaborazione della riforma;
● Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso pesanti riserve sia sulle tempistiche di attuazione sia su diversi aspetti curricolari, rilievi che non sono stati recepiti nel testo definitivo del decreto;
rileva inoltre quanto segue:
● l’immediata applicazione interviene a iscrizioni concluse, lede la trasparenza verso le famiglie e priva i genitori di informazioni essenziali per una scelta consapevole;
● questa riforma dimostra una chiara concezione dell’istruzione tecnica come semplice addestramento al lavoro, a scapito della formazione di una coscienza autonoma e critica dei cittadini e delle cittadine;
● la fusione in un’unica materia - denominata Scienze Sperimentali - di Biologia, Chimica, Fisica e Scienze della terra riduce le ore delle discipline scientifiche e frantuma l’unitarietà dell’insegnamento dato che potrebbe essere assegnato a più docenti che però dovranno proporre un voto unico;
● la riduzione del monte ore dell’insegnamento della Matematica nel secondo biennio, in particolar modo nell’indirizzo Grafica e Comunicazione, in cui costituisce l’unica materia Stem nel percorso del secondo biennio e quinto anno;
● la riduzione del monte ore dell’insegnamento di Diritto ed Economia: nell’indirizzo Afm 5 ore complessive in classe terza e quarta (attualmente sono 6 in terza) e 4 ore in classe quinta (attualmente sono 6); nell’indirizzo RIM sempre 4 ore in ogni classe del triennio (oggi in quinta sono 5 ore); nell’indirizzo SIA si passerà a 5 ore in terza, poi 4 ore in quarta e solo 3 quinta (oggi sono, rispettivamente, 6-5-6); nell’indirizzo Turismo solo 2 ore in terza e in quarta, nessuna ora,invece, in quinta (oggi 3 ore in ogni classe del triennio);
● la riduzione del monte ore dell’insegnamento di Economia Aziendale al triennio e soprattutto in classe quinta;
● la riduzione del monte ore delle seconde e terze lingue insegnate nel biennio di tutti gli indirizzi: la seconda lingua comunitaria è ridotta a 2 ore settimanali anziché 3; nel triennio Afm: la seconda lingua comunitaria è ridotta a 1 ora settimanale anziché 3; nel triennio Rim: la seconda lingua comunitaria è ridotta a 2 ore settimanali anziché 3 nelle classi terza e quarta e 1 sola ora settimanale in quinta; la terza lingua comunitaria è ridotta a 1 ora settimanale in tutte le classi del triennio anziché 3 ore settimanali; nel triennio Sia: la seconda lingua comunitaria è ridotta a 1 ora settimanale anziché 3 ore (classe 3);
● la riduzione dell’orario settimanale nella classe quinta (da 32 a 30 ore) sottrae tempo proprio nel momento di massimo consolidamento dei saperi; in particolare si registra - con una inevitabile ricaduta didattica su tutte le discipline - una diminuzione di 33 ore per l’Italiano nell’anno dell’Esame di Stato e un significativo cambiamento di dicitura: da Lingua e letteratura italiana si passa al semplice Lingua italiana;
● l’anticipazione della Formazione Scuola Lavoro (FSL) alla classe seconda, appare incomprensibile in un’età in cui gli/le studenti/esse mancano della maturazione relazionale e delle competenze tecniche per affrontare un ambiente di lavoro, e a fronte di un incremento di infortuni riguardanti la FSL nel 2025;
● l’anticipazione della Formazione Scuola Lavoro (FSL) alla classe seconda, obbligherà ad anticipare al primo anno di corso la formazione sulla sicurezza;
● tale riforma richiede di riprogrammare per competenze e per unità di apprendimento l’intero curricolo, tenendo in mente il profilo in uscita, senza prendere in considerazione la realtà dei ragazzi in ingresso (quindi degli esiti Invalsi al grado 8);
● il forte richiamo alla specificità territoriale che può, da un lato, risultare proficua nel rispondere ai bisogni del territorio in tempo reale, dall’altra rischia di specializzare gli studenti e di limitare la spendibilità della loro preparazione a livello nazionale o accademico superiore;
● la procedura di adozione dei libri di testo è stata stravolta e, in alcuni casi, rinviata per l’oggettivo impedimento di valutare i testi per evitare di esporre le famiglie a spese per testi potenzialmente inadeguati o provvisori;
● l’assoluta incompatibilità, con la realtà scolastica nazionale, di quanto previsto negli articoli 26 e 26bis del Decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, convertito in Legge 175 il 17 novembre 2022, ovvero che dall’anno scolastico 2026/2027 il numero complessivo delle classi non potrà superare quello dell’anno scolastico 2023/2024. Diventa superfluo ogni commento sulla reale volontà di aumentare il numero degli studenti nelle classi e contrarre il numero degli insegnanti.
Pertanto Il Collegio dei Docenti “Edmondo De Amicis”
1. Esprime dissenso rispetto ai contenuti, alle modalità e alle tempistiche di attuazione della riforma;
2. Chiede la revoca del provvedimento per garantire il rispetto delle scelte delle famiglie o, in subordine, il rinvio dell’avvio della riforma di almeno due anni allo scopo di consentire l’apertura del confronto con le istituzioni scolastiche, gli organi collegiali e gli ambienti professionali per una valutazione approfondita delle ricadute didattiche, organizzative e occupazionali della riforma e garantire il rispetto delle scelte delle famiglie che hanno effettuato le iscrizioni sulla base del Piano Triennale per l’Offerta Formativa vigente;
3. Chiede al Dirigente Scolastico di trasmettere la presente mozione ai seguenti organi competenti:
- Presidente e membri del Consiglio di Istituto “Edmondo De Amicis” Rovigo;
- Ministro dell’Istruzione e del Merito;
- Ufficio Scolastico Regionale del Veneto;
- Ufficio Scolastico Provinciale di Rovigo;
- Assessore all’Istruzione Formazione Competenze e Cultura della Regione Veneto;
- Assessore all’Istruzione e alle Politiche Giovanili del Comune di Rovigo;
4. Dispone la diffusione del presente documento agli studenti iscritti all’Istituto e alle loro famiglie anche attraverso l’utilizzo della rete social di Istituto.
Rovigo, 29 giugno 2026