Il 19 novembre 2025 ha preso inizio un progetto significativo del nostro Istituto "De Amicis" di Rovigo.
E' stato presentato dall'autrice Rossella Magosso il testo "STORIE DI DONNE-voci del carcere" a due nostre classi, la 4^ DR e 5^ DR.
La sig.ra Magosso è una ex infermiera, da sempre impegnata nel sociale, dal 1996 socia dell'U.N.I.T.A.L.S.I. A partire dal 2002 è volontaria presso la Casa Circondariale di Rovigo, prima femminile, poi maschile.
Gli studenti ed io docente abbiamo letto scrupolosamente e riflettuto sui contenuti del suo libro, cogliendo l'occasione di incontrarla per porle domande che ci aiutassero ad entrare in un mondo a noi del tutto sconosciuto.
Ci ha detto che serve cuore per saper accogliere senza giudicare e noi abbiamo accolto i suoi racconti sulle donne incontrate, in carcere, con un po' di curiosità, ma con altrettanta sete di sapere.
Ci siamo salutati con una speranza: riuscire ad entrare nella Casa Circondariale di Rovigo, se fosse stato possibile.
Il 24 aprile 2026 ciò è avvenuto.
È stato possibile solo per i ragazzi maggiorenni, ovvero per la classe 5^DR. Siamo partiti, raggiungendo la stazione dei treni e poi abbiamo preso l'autobus della linea urbana 12 che parte alle 9:12.
Eravamo ansiosi di conoscere questa nuova realta. Hanno preso le nostre carte di identità e siamo passati in un'area mai vista con i metal detector che ci scansionavano.
Siamo entrati all'interno e li si è aperto per noi un mondo inaspettato. Abbiamo percorso un corridoio e siamo stati accolti in un teatro, dove si sono presentati il Direttore del Carcere dott. Mattia Arba, il Comandante Antonio Zaza e c'erano anche alcuni agenti Penitenziari.
L'area pedagogica-trattamentale era rappresentata dalla dottoressa Anna Facedola e dal dottor Pierfrancesco Divolo, accompagnati anche dalla psicologa dott.ssa Daiana Bonotti. Accanto noi sono sempre stati presenti i volontari Rossella Magosso e Bruno De Sero.
Dopo pochi minuti, abbiamo visto entrare un po' alla volta alcuni ristretti (carcerati) stranieri. lo, Nadia Grigolato, professoressa di storia ed italiano della classe 5^Dr, ho subito detto loro che eravamo li solo per incontrarli, senza giudicarli e, che se anche avevamo preparato per
loro diverse domande, avremo lasciato spazio al libero scambio di opinioni. E così è stato: i detenuti si sono aperti, donando ai ragazzi dei buoni consigli. Non compiere errori quando si è giovani, saper apprezzare il valore della famiglia, costruire il proprio lavoro seguendo corsi di formazione.
Ci hanno raccontato la loro vita in carcere e si sono aperti, spontaneamente, raccontandoci anche il motivo per cui erano costretti a stare in carcere.
Tutti siamo usciti da questo incontro emotivamente coinvolti. Ci siamo salutati, ringraziandoci a vicenda per quanto ricevuto. Gli studenti sono stati molto interessati ed entusiasti di aver potuto partecipare ad un'esperienza così "forte" e, la nostra ispiratrice
Rossella Magosso, ha potuto rinnovare la sua gioia di volontaria, invitandoci a scrivere le nostre riflessioni per il Giornalino: "Prospettiva Esse", che viene pubblicato da anni dall’associazione Centro Francescano di Ascolto e che è da lei curato. Le nostre titubanze iniziali si sono sciolte e si è accentuato in noi un'apertura che non avremmo immaginato. Si può sbagliare, l'importante è riconoscerlo e trarre il meglio da ogni dura esperienza, imparando sulla propria pelle, che i valori devono prevalere.
Prof.ssa Nadia Grigolato




